giovedì 7 gennaio 2021

Renato Cilia ci ha lasciato

    Nella storia del vivaismo orticolo ci sono state figure che hanno avuto un ruolo speciale in quanto innovatrici e quindi precursori di attività produttive adottate successivamente da tutti gli operatori del settore.

    

    Renato Cilia, che ci ha lasciato improvvisamente pochi giorni fa, è stato sicuramente una di queste figure.

    Siamo all’inizio degli anni ‘80 e Renato, prima come “Resteya Sicilia” e poi come “Tecnovivai” mette a punto la produzione delle giovani piante ortive in contenitore alveolato diffondendo in tutta la Sicilia la tecnica del trapianto con grandi vantaggi per gli agricoltori in termini di produzione.


    Tutti noi di Assoplant non possiamo dimenticare il fervore che metteva nell’esporre la sua visione durante le riunioni dei soci e la spinta che dava nell’affrontare i problemi sempre in modo diretto e schietto. 

    

    La notizia della sua scomparsa ci ha colto di sorpresa e ci ha molto addolorato, desideriamo pertanto formulare le nostre più sentite condoglianze alla Famiglia fiduciosi che i figli Giuseppe ed Andrea continueranno a promuovere con successo quanto creato dal Padre.


venerdì 18 dicembre 2020

Riflessioni del comparto vivaistico Assoplant per la filiera del pomodoro da industria (3 Dicembre 2020)

 Visto l’approssimarsi dell’inizio della programmazione della produzione di giovani piante di pomodoro da industria per la stagione 2021 abbiamo ritenuto utile porre all'attenzione di tutti i colleghi il contenuto di alcune riflessioni che abbiamo raccolto dai nostri associati coinvolti in questa filiera.

La stagnazione dei prezzi di acquisto delle piantine che si protrae ormai da molti anni ha reso la piantina di pomodoro da industria una commodity con la conseguente difficoltà da parte dei vivaisti nel realizzare nuovi investimenti in tecnologie e quindi di sviluppare tecniche innovative di coltivazione . Il mercato richiede però piantine sempre più performanti che consentano ai produttori una ottimale programmazione dei trapianti e dei raccolti. Tutto ciò si può ottenere impiegando tecniche vivaistiche di alto valore tecnologico che solo una componente vivaistica organizzata e ben strutturata a livello di attrezzature e di sistema può garantire.

Uno dei fattori che incidono pesantemente sotto il profilo economico della produzione vivaistica è rappresentato dal seme con variazioni negative di germinabilità e di energia germinativa che, in alcuni casi, possono essere anche di grande entità rispetto allo standard preso a riferimento dai produttori nostri clienti. Tale tipologia di seme determina la produzione di piantine qualitativamente scadenti che generano problemi a livello di trapianto automatico in campo, soprattutto con le macchine trapiantatrici di ultima generazione. Tutto ciò produce un aumento dei costi di produzione per il vivaista e per il produttore oltre ad una non corretta  programmazione dei trapianti e dei raccolti.

Nell’ottica di ottimizzare la fase di produzione vivaistica e quindi, a valle, quella dei produttori, riteniamo opportuno elencare di seguito alcuni aspetti che è opportuno tenere nella dovuta considerazione in occasione della sottoscrizione dei prossimi contratti di fornitura di piantine.

1. La tracciabilità della produzione è un obbligo di legge per il settore vivaistico da oltre 25 anni e la coltivazione delle piantine è gestita per lotti (partite) che consentono di processare tutte le fasi di produzione delle specie orticole, ivi compreso i dati di provenienza del seme. In un'ottica di risparmio è quindi consigliabile utilizzare unicamente i dati di gestione aziendale esistenti, specifici per i vivai e disponibili per obbligo di legge. Essi sono più che sufficienti a fornire le garanzie richieste dalla filiera evitando quindi qualsiasi duplicazione di costi per servizi esterni.

2. Seme in conto lavorazione - In caso di fornitura delle sementi in “conto lavorazione” da parte del cliente è opportuno richiedere al committente copia dei certificati di analisi effettuate sul seme dove siano esplicitati i patogeni ricercati ed i protocolli di analisi adottati dal laboratorio accreditato prescelto dal committente.

3.Termine di consegna del seme in conto lavorazione- In caso di “conto lavorazione” è molto importante fissare contrattualmente un termine di consegna del seme che sia riferito alla data di consegna delle piantine . Tale termine deve essere congruo ad effettuare tutte le verifiche di conformità sul seme in ingresso in vivaio che dovranno prevedere autonomi test di germinabilità in torba e autonome analisi di laboratorio a campione. Si consiglia pertanto di adottare un termine di ricezione del seme “in conto lavorazione” in vivaio non inferiore a 60 giorni prima della data di consegna delle piante . In caso di ritardo nella ricezione del seme, la data di consegna delle piantine dovrà essere posticipata di un tempo pari al ritardo di consegna del seme.

Si invitano tutti i vivaisti, congiuntamente agli altri operatori della filiera, a prendere nella dovuta considerazione quanto riportato nella presente nota considerando anche gli aspetti fitosanitari in relazione alle recenti modifiche della normativa sul “Passaporto delle Piante” che hanno trasferito al produttore tutta la responsabilità sui controlli per prevenire ed eventualmente gestire situazioni di emergenza fitosanitaria . Focalizzate perciò l’attenzione sui fattori di rischio durante le fasi della produzione in modo da adottare le misure necessarie a contenerli (autocontrollo in vivaio).



venerdì 28 febbraio 2020

Position paper Assoplant in tema di ToBRFV Tomato Brown Rugose Fruit Virus


Tomato brown rugose fruit virus (ToBRFV) appartiene al genere virale dei Tobamovirus, ed è stato identificato e caratterizzato per la prima volta in Giordania nel 2015 su piante di pomodoro. Nell’autunno 2014, una nuova malattia su pomodoro con sintomi simili era stata già segnalata nel sud di Israele da dove si è diffuso rapidamente in tutto il Paese.
Nell’arco del 2018, nuove segnalazioni vengono riportate su pomodoro in Germania e California, in Messico, in Palestina ed in Italia dove il virus è stato trovato su piante di pomodoro in Sicilia e in Piemonte.
Come altre specie appartenenti al genere Tobamovirus, il virus si trasmette per seme, per via vegetativa mediante le operazioni di innesto, spuntatura e per contatto durante le operazioni colturali in genere.
La trasmissione per seme avviene a causa della contaminazione dei tegumenti esterni e la successiva manipolazione del seme nella fasi di produzione. La presenza del virus nell’endosperma, nonostante venga ritenuta possibile dall’EPPO (European and Mediterranean Plant Protection Organization) sembra non essere stata confermata con sicurezza.
Attraverso il seme l’infezione si può trasmettere sulle lunghe distanze in quanto esso viaggia anche tra continenti diversi se si considera il luogo di produzione rispetto ai luoghi dove esso viene utilizzato. In questa eventualità si registreranno delle infezioni spot anche in luoghi molto distanti tra loro. Sarebbe quindi fondamentale studiarne l’epidemiologia attraverso il collegamento tra le varietà e i lotti di seme interessati. Un’azione di trasparenza e di controllo capillare a livello mondiale potrebbe ridurre considerevolmente l’impatto sui territori .
La trasmissibilità per seme può determinare la presenza del virus anche sulle piantine coltivate nei vivai e, conseguentemente, nelle colture in campo con una rapida diffusione del virus attraverso le operazioni colturali, attraverso strumenti, attrezzature e indumenti contaminati oltre che attraverso le mani e il contatto diretto tra le piante.
I tobamovirus possono sopravvivere con eguale carica infettiva per lungo tempo nei semi, anni, e per diversi mesi nei residui vegetali e sulle superficie di attrezzi e strutture venute a contatto con succo infetto.
Il virus può diffondersi a lunga distanza attraverso il commercio di materiale infetto come semi o piantine ma anche frutti. Recentemente, è stato anche riportato il ruolo dei bombi (Bombus terrestris) nella diffusione del virus all’interno delle serre. In riferimento alla simultanea emergenza del virus in diversi areali produttivi il ToBRFV è stato inserito all’inizio del 2019 nella “Lista di Allerta” dell’EPPO .
Considerata l’importanza economica della coltivazione del pomodoro per tutto il settore agricolo italiano ovvero per la Sicilia per le colture da mensa e per il nord Italia per le colture destinate alla filiera del pomodoro da industria, diventa obbligatorio adottare delle misure idonee a contenere la diffusione di questo virus che potrebbe causare un danno economico di grande entità all’intero comparto agricolo nazionale.
Assoplant ritiene pertanto che si debba agire a livello di filiera produttiva e non solo su un singolo comparto, pertanto le misure di contenimento della diffusione devono interessare i sementieri, i vivaisti, gli agricoltori, i confezionatori e le strutture della logistica dei prodotti orticoli.
Come primo passo dovremo quindi avere la certezza che non vengano introdotte sul territorio nazionale sementi infette. A questo scopo é già stata emanata la Decisione UE 2019/1615 e il nostro Ministero di competenza ha reso obbligatorio l’uso di sementi testate in laboratorio.
In questi giorni abbiamo appreso che il Ministero ha deciso o sta decidendo di adottare come protocollo ufficiale di analisi il Protocollo ISHI quindi il protocollo della ISF (International Seed Federation) che rappresenta internazionalmente gli interessi dell’industria sementiera. Abbiamo appreso inoltre che il suddetto protocollo è risultato essere il più attendibile a seguito di una disamina effettuata dal CREA che è l’unico laboratorio italiano accreditato dall’Europa per le virosi.
Da una serie di verifiche che Assoplant ha effettuato presso alcuni rappresentanti del mondo scientifico e universitario è emerso che il protocollo ISHI per il ToBRFV non sembra essere esente da criticità e soprattutto risulterebbe essere più costoso di altri metodi di analisi e con processo di determinazione che richiede tempi assai più lunghi di altre metodiche già messe a punto.
Assoplant ritiene che in una situazione di emergenza di questo tipo sia opportuno adottare un protocollo di analisi delle sementi e delle piante che sia :

  • rapido
  • economico
  • sicuro
  • facilmente applicabile

Dobbiamo ricevere certezza di assenza del virus su semi e piante in tempi brevi, con costi contenuti e con metodi facilmente utilizzabili in sede di ulteriore verifica anche da parte degli acquirenti dei prodotti agricoli (semi) e non solo dai fornitori dei medesimi.
Un’altra critica che come Associazione ci permettiamo di avanzare fa riferimento al fatto che, come principio generale, non riteniamo opportuno che il “controllore” debba agire con una metodica decisa dal “controllato”.
Come già accennato, a livello scientifico, esistono in Italia specifiche competenze che stanno studiando da tempo la materia e che hanno pubblicato protocolli di analisi con le caratteristiche che noi vorremmo venissero tenute in considerazione dal nostro Ministero di riferimento considerando che provengono da Enti Pubblici . (Department of Agricultural, Food and Forest Sciences, University of Palermo, Palermo, Italy - Fundación para el Fomento de la Investigación Sanitaria y Biomédica de la Comunitat Valenciana (FISABIO)-Salud Pública, Valencia, Spain - Instituto Agroforestal Mediteráneo, Universitat Politécnica de València (IAM-UPV), Valencia, Spain - Institute for Sustainable Plant Protection, National Research Council (IPSP-CNR), Turin, Italy ).
Assoplant, in coordinamento con le altre associazioni di vivaisti europei aderenti ad EU Plant (www.euplant.net), ha messo a punto una prima bozza di protocollo di igiene da adottarsi nei vivai. Tale protocollo prevede diversi stadi di intervento che rendono massimo il livello di igiene della produzione vivaistica.
Nel protocollo Assoplant sono previste anche le modalità operative che si devono adottare in caso di eventuale contaminazione per evitare l’ulteriore diffusione del virus. Queste ultime misure risulterebbero essere molto utili anche per i coltivatori che conducono le produzioni in campo per cui siamo disponibili a confrontarci con tutti gli attori della filiera al fine di scambiare le informazioni in nostro possesso.
Questo è un grande sforzo organizzativo ed economico che tutto il settore vivaistico Assoplant si sta impegnando a compiere con la consapevolezza che sia indispensabile per tutelare e preservare un intero comparto economico molto importante per la nostra agricoltura.
Un aspetto particolare preso in considerazione nel protocollo di igiene della produzione Assoplant riguarda l’uso di prodotti disinfettanti negli ambienti di produzione delle piante.
Esistono infatti alcuni biocidi (BPD) che possono essere attivi nella disinfezione di questo virus ma come biocidi sono registrati in base alla direttiva 98/8/EC . Da un punto di vista normativo perché tali biocidi possano essere applicati nella protezione delle piante devono essere registrati nel gruppo dei fitofarmaci (PPPD) in base alla Direttiva 91/414/EEC. Fra questi, ad esempio, l’acido benzoico risulta essere già registrato in molti paesi europei anche come PPPD ma, purtroppo, non in Italia. Questo come altri (Acido Ipocloroso) andrebbero quindi registrati urgentemente anche in Italia in base all’Art.53 del Reg.1107/2009 (Emergenza Fitosanitaria) dotando gli operatori degli strumenti indispensabili ad eseguire le opportune disinfezioni.
Questo è il pensiero della nostra Associazione che cerca di promuovere, sostenere e divulgare azioni concrete a sostegno e tutela della produzione anche in occasione della attuale emergenza fitosanitaria rappresentata dal ToBRFV che mette in pericolo non solo l’esistenza delle aziende nostre associate ma di tutto un comparto economico da cui dipende la vita stessa di molte famiglie italiane.


Massa, 26 Febbraio 2020 

 Dott Stefano Bardi
(Direttore Assoplant)

Dott. Pietro Caggiano
(Presidente Assoplant)

martedì 25 febbraio 2020

Coronavirus e impatto sull'attività produttiva dei vivai

  La recente diffusione dei casi di infezione da Coronavirus nelle Regioni del Nord Italia e le conseguenti restrizioni negli spostamenti delle merci e delle persone che hanno portato, in alcuni casi, a una totale chiusura di intere aree comunali possono generare un gravissimo danno non solo alle imprese a noi associate ma anche a tutta la filiera del pomodoro da industria.

  I nostri associati del Nord Italia stanno iniziando, proprio in questi giorni, le semine delle prime partite di giovani piante destinate ad essere trapiantate da qui a 50 giorni. 

  La finestra temporale destinata ai trapianti che consente di programmare le produzioni estive di pomodoro destinate alla trasformazione industriale è assai limitata e , soprattutto, non  rinviabile. 

  Infatti, se i nostri vivai non potessero rispettare le date di semina programmate a causa di restrizioni imposte da ordinanze che , ad esempio, impedissero gli accessi dei mezzi che trasportano le merci o impedissero gli spostamenti di personale fra zone diverse, potremmo non essere in grado di consegnare le piantine programmate agli agricoltori con la conseguente interruzione produttiva di una intera filiera agro-industriale.

  Al fine di evitare danni irrecuperabili a tutta la filiera  che rappresenta una importantissima attività economica  per intere zone di produzione agricola riteniamo utile, ove possibile, cercare di conciliare l’esigenza della tutela della salute pubblica con le esigenze produttive di questo importante comparto che ha delle peculiarità del tutto esclusive.
  
  Sarebbe quindi opportuno poter contribuire come Associazione, direttamente o tramite la O.I.,  informando di quanto sin qui esposto le autorità preposte alla emanazione di future ordinanze al fine di adottare decisioni che non chiudano “tout court” la nostra primaria attività vivaistica mantenendo, al contempo, massima la tutela della salute pubblica.

Distinti Saluti

Massa, 25 Febbraio 2020                               Dott Stefano Bardi
                                                                     (Direttore Assoplant)

lunedì 2 dicembre 2019

Meeting Gruppo Assoplant Pomodoro da Industria Nord

Il 28 Novembre 2019 si è tenuto a Bologna un incontro fra i vivaisti Assoplant del Gruppo Pomodoro da Industria a cui hanno partecipato tutte le aziende associate attive nel mercato del Nord Italia. 
I vivaisti hanno dibattuto sulla impostazione della nuova campagna di produzione (2020) in considerazione degli impegni  sempre crescenti per le aziende vivaistiche anche per la responsabiltà sotto il profilo fitosanitario che la nuova normativa sul Passaporto delle Piante impone a tutti i produttori. A partire dal 14 Dicembre 2019 saranno infatti necessarie nuove misure operative a livello di vivaio ma anche ulteriori misure di igiene nella gestione della produzione. Misure che genereranno ulteriori costi di produzione.
In occasione degli ultimi incontri avuti con i colleghi vivaisti europei di EU Plant si è discusso molto sull'impatto che l'applicazione del Regolamento UE 2016/2031 avrà sul settore vivaistico in caso di emergenza fitosanitaria e in riferimento alla capienza del fondo destinato a  compensare le perdite di produzione che appare sottodimensionato..
Nuove procedure e nuove responsabilità saranno quindi a carico dei vivaisti con il conseguente aumento dei costi di produzione e del rischio di impresa.  
Il fenomeno della "Zebratura" del pomodoro è stato un ulteriore argomento di discussione ed occasione di uno scambio di informazioni con i colleghi vivaisti della California con i quali è stato realizzato un collegamento in videoconferenza nel corso della riunione. Questo fenomeno  si manifesta, purtroppo sempre più frequentemente,  sulle varietà  omozigoti per il gene Pto che conferisce la resistenza al batterio Pseudomans Syringae. La zebratura (Zebra Stem)  provoca notevoli ritardi di produzione in vivaio con perdita di superfici utili di coltivazione vivaistica in considerazione delle limitata finestra temporale utilizzabile per la consegna delle piantine durante la campagna di trapianto del pomodoro da industria.
Tutti i soci presenti hanno convenuto che la gestione di problematiche sempre più complesse e gravose, anche sotto il profilo economico, implicano una gestione ti tipo associativo e pertanto ritengono fondamentale attivare un sistema di coordinamento unico adatto ad affrontare con maggiore sicurezza le problematiche vivaistiche nel settore del pomodoro da industria già a partire dalla prossima campagna.

martedì 26 novembre 2019

Giornata di incontro per i vivaisti Assoplant settore Pomodoro da Industria

Il 28 Novembre 2019 alle ore 10,00 si terrà a Bologna  presso la sala Meeting Lo Spazio Via Boldrini 18/A un incontro fra i vivaisti Assoplant del gruppo Pomodoro da Industria
All’incontro sono invitati, previa conferma da inviarsi via mail a assoplant@gmail.com , anche vivaisti non associati ma operanti nel settore.
La giornata sarà dedicata allo scambio di opinioni sulla impostazione della prossima campagna di produzione in riferimento ai dati di quella precedente ed alle previsioni della domanda di mercato sia per il settore convenzionale che biologico.


Verranno inoltre dati aggiornamenti sul  tema del Passaporto delle Piante ex Direttiva UE 2016/2031 in base alle ultimissime novità che vengono raccolte dalle singole Regioni.
Allo scopo Assoplant ha reso disponibile sul proprio sito ad accesso pubblico (menù: Tecnica → Passaporto Piante)  una presentazione che simula una ipotesi di applicazione operativa della nuova direttiva in ambito vivaistico orticolo. La presentazione è visionabile al seguente link .


Nel corso della riunione ci collegheremo in video-conferenza con colleghi vivaisti della California per uno scambio di informazioni tecniche riguardo la problematica della cosiddetta “Zebratura” del pomodoro (Zebra Stem) che comporta seri ritardi di produzione a livello vivaistico se non la perdita di produzione. 

A causa di questo fenomeno possono conseguire notevoli danni economici non compensabili con gli esigui margini di profitto  realizzati a fronte di un prezzo delle piantine fissato allo stesso livello ormai da molti anni dal mercato del pomodoro da industria.


Segreteria Assoplant

lunedì 18 novembre 2019

Il Passaporto delle Piante ex Dir. UE 2016/2031 nel settore vivaistico orticolo

Il 14 Dicembre 2019 entrerà in Vigore la Direttiva UE 2016/2031 che comporta una riorganizzazione del sistema di gestione del Passaporto delle Piante a livello Europeo. Il primo obiettivo è modernizzare e armonizzare le norme fitosanitarie europee.
Tutti gli attori della filiera trarranno vantaggio dal nuovo approccio ovvero :

  • Cittadini: migliore protezione delle aree verdi pubbliche e private, riduzione dell’uso di pesticidi;
  • Coltivatori : documentazione più semplice e più trasparente (passaporto delle piante), migliore protezione della loro produzione, più sostegno finanziario per combattere i parassiti;
  • Altri operatori del settore: registro degli operatori comuni, tracciabilità armonizzata;
  • Autorità pubbliche: sostegno finanziario dell'UE per l'attuazione di misure di sorveglianza ed eradicazione / contenimento.

Assoplant mette a disposizione di tutto il settore vivaistico orticolo, pubblicandoli sul proprio sito ad accesso pubblico www.assoplant.net , due documenti che potete scaricare dai link in calce a questa pagina.
Con questi documenti si intende informare gli operatori su quelle che sono , al momento, alcune delle interpretazioni applicative della nuova norma oltre ad una proposta operativa che i vivai Assoplant stanno già valutando di applicare nel proprio ambito aziendale in collaborazione con alcune softwarehouse specializzate.

Presentazioni in formato PDF :



Renato Cilia ci ha lasciato

     Nella storia del vivaismo orticolo ci sono state figure che hanno avuto un ruolo speciale in quanto innovatrici e quindi precursori di ...